Fu grazie alla lungimiranza e all’impegno di Angelo Rizzoli che, negli anni ’50, sorse L’Albergo della Regina Isabella. Il celebre editore e produttore cinematografico, incantato dai luoghi e dalla tradizione delle Terme, realizzò l’attuale complesso term
ale e l’omonimo albergo sulle antiche rovine greco-romane.
Pochi anni dopo la sua fondazione, L’Albergo della Regina Isabella divenne fulcro della mondanità, del costume e della cultura. E miti come Richard Burton, Liz Taylor, Maria Callas, Alberto Sordi, William Holden animarono le sue stagioni più felici, facendo dell’Albergo una delle più ambite mete glamour. Anche negli ultimi anni, il mondo dello spettacolo, quello degli affari, della politica e della cultura gravitano intorno all’Albergo, attirati dai prestigiosi appuntamenti ischitani.
Sant’Angelo, antico borgo di pescatori percorribile solo a piedi, oasi di pace sfuggita ancora in parte all’amplesso dell’isola d'Ischia, è oggi un rinomato centro turistico internazionale.
Anno ristrutturazione: 1997Sale: 1Posti: 650Schermo: GrandeAudio: Digital StereoPoltrone: imbottite con schienale basso Servizi: Aria condizionata, Bar, Servizio disabili Giorno di chiusura: LunedìTelefono: +39 0813331098 web: www.cineteatroexcelsior.comE
-mail: cineteatroexcelsior@libero.it
PREZZO BIGLIETTO
2D
3D
Intero
7,00 €
11,00 €
Ridotto*
5,00 €
8,00€
Mercoledì feriale
5,00 €
8,00€
*Il biglietto ridotto è valido per i bambini fino a 8 anni e per gli adulti dai 65 anni in su
Il comune di Ischia si estende lungo la costa nord-orientale dell'isola. La città d'Ischia è il capoluogo dell'isola e centro principale con circa 17.000 abitanti. La superficie del comune è di circa 9 Kmq. L'altitudine media è di 70 metri. Il t
erritorio viene suddiviso in due toponimi principali: Ischia Porto ed Ischia Ponte (dove è situato il famoso Castello Aragonese ).
Diversi sono i nomi legati all'isola: i Greci la chiamarono Pithecussae, che può significare sia terra delle scimmie (secondo il mito degli abitanti trasformati in scimmie da Eracle) che manufatti in creta (Pythos) che si realizzavano sull'isola. I latini la chiamavano Aenaria, che potrebbe essere identificato sia con "scimmie" che con Enea (che qui sbarcò con la sua flotta). L'ipotesi più probabile è quella che ci indica che il termine deriva dal latino insula, che poi diventa Iscla... fino a divenire Ischia.
Comune che sorge nella parte sud-orientale dell'isola d'Ischia.Di origine latina, probabilmente deriva dal nome dell'antico proprietario terriero: Barius o Varius, (che con il tempo ha subito la modifica dialettale della V in B), a cui si è aggiunto il su
ffisso -anus che indica l'appartenenza. Potrebbe però anche derivare dal termine balneum, per le acque salutari che il territorio possiede.Nel comune di Barano ci sono diverse frazioni: Barano centro, Buonopane, Fiaiano, Piedimonte, Testaccio, Valotiere.I nuclei abitati invece sono: Buttavento, Cesa, Chiummano, Cretaio, Matarace, Molara, Schiappone, Starza, Terranera, Testa, Corbore, Spalatriello.
Alla parte occidentale dell'isola d'Ischia, quel paese bagnato dal mare per tutta la sinuosa estensione;circondato da pianure verdeggianti; spalleggiato dal monte che si asside su i colli nella positura più voluttuosa e comoda, fiancheggiato da due corr
enti vulcaniche, l'una a settentrione, l'altro a mezzogiorno; quel paese chiamasi Forio capoluogo di mandamento.
Giardini La Mortella.
“La Mortella” è lo splendido giardino, oggi aperto al pubblico, creato da Susana Walton, la moglie argentina di Sir William Walton. Nel giardino si trovano collezioni di piante originarie da diversi paesi, come felci arboree dal con
tinente Australe, Protee e Aloe dal Sudafrica, Yucche e Agavi dal Messico, e poi Magnolie, Bauhinie, Palme, Cicadacee .... In dialetto Napoletano “Mortella” è il nome del “mirto divino” o Myrtus communis. Questa pianta spunta con grande abbondanza tra le rocce .... Nel corso dell’anno si svolgono tre stagioni concertistiche: in Primavera e in Autunno i recital di Musica da camera, ogni Sabato e Domenica nella Sala Recite; in Estate il Festival per le orchestre giovanili, con concerti di Musica Sinfonica, i Giovedì sera nel Teatro Greco ....
Un giardino di acclimatazione di recente creazione, ispirato al concetto di biodiversità, incastonato in uno degli angoli più belli e soleggiati del versante sud - ovest dell'isola d'Ischia, il più importante polo turistico dell'Italia meridionale. Un i
nsolito spazio di verde dedicato alla conservazione di specie erbacee, arbustive e arboree di particolare interesse, per lo più esotiche, sorto dalla passione naturalistica del proprietario Giuseppe D'Ambra e che si distingue non solo per rarità botaniche ed esemplari cactacei maestosi, ma, in particolare, per la cura nella coltivazione e l'originalità nell'allestimento. Uno scenario affascinante e suggestivo si svela appena varcato l'ingresso: “ Trichocereus giganti, dagli apici sufficienti ad oscurare il sole, dominano nere colline di basalto, proiettando snelle ombre, confuse in stravaganti geometrie, interrotte qua e là da esplosivi ferocactus ” .Il parco sorge su un appezzamento di terreno di circa 6.000 mq, a Forio d'Ischia, in località Citara, acquistato nel 2001 e divenuto la definitiva dimora di una collezione di cactacee e succulente, creata in un quarantennio di passione. “ Aprire un giardino botanico è stato il mio sogno divenuto realtà”. Le passioni perseguite ripagano sempre ”. E'quanto sostiene Giuseppe D'Ambra che con l'aiuto dei figli e del giovane e promettente paesaggista isolano Aniello Ascanio ha intrapreso nel 2001 la meravigliosa avventura: la laboriosa progettazione e la trasformazione dell'assolato terreno a terrazzamenti in un nuovo mondo di verde e di colori. Enormi quantità di terra sono state rimosse da una parte all'altra… I vecchi muri a secco in pietra locale senza malta cementizia , le cosiddette “ parracine ”, ormai logorate dal tempo, sono state restaurate grazie all'opera dei pochi “ parracinai ” che ancora praticano questo antico mestiere… Nel 2003 è iniziata la messa a dimora degli esemplari di cactacee ed il recupero dell'antico cellaio che oggi ospita il lounge cafè… Nel 2004 è terminata la realizzazione della cascata con il piccolo rigagnolo e la piantumazione della vegetazione mediterranea… nel 2007 è iniziata la messa in opera del giardino sotterraneo…
La Fondazione "La Colombaia di Luchino Visconti" è stata costituita dal Comune di Forio con delibera n. 69 del 20 settembre 2001 ed ha ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica dalla Regione Campania con decreto n. 315/02 dell'Assessore al
Sistema delle Autonomie.
Ha sede nella storica residenza estiva di Luchino Visconti, dichiarata di interesse culturale e architettonico dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, al termine di una campagna di sensibilizzazione che ha unito un vasto movimento di opinione animato da intellettuali, artisti e parlamentari italiani ed europei.
Alla morte del grande regista, per un lungo periodo, la Colombaia, villa di grande suggestione e bellezza immersa nel bosco di Zaro, era rimasta nel degrado e nell'abbandono, alla mercé dei vandali. Una estenuante battaglia, durata più di 10 anni e sostenuta con grande determinazione dal Comune di Forio, ne ha permesso l'acquisizione al patrimonio pubblico, la ristrutturazione e - con la nascita della Fondazione cui sono stati affidati il bene e la gestione di tutte le attività della villa - l'apertura al pubblico per la creazione di una scuola internazionale di cinema e teatro e di un punto di riferimento per la cultura, la formazione, l'arte e la comunicazione nel segno di Luchino Visconti.
Dall'11 agosto 2003 le ceneri del Maestro riposano nel giardino della Villa laddove lui stesso coltivava splendide ortensie: una volontà del regista esaudita a 27 anni dalla sua scomparsa. Dal 2006 la Colombaia è sede dell'Alleanza Mondiale degli Autori, la nuova casa del cinema indipendente fortemente voluta dal presidente onorario Gillo Pontecorvo.
Dal 27 Novembre 2006, il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha posto la Fondazione sotto il suo Alto Patronato, per l'intera durata del suo mandato.
Lacco Ameno, occupa la parte nord-occidentale dell'isola e si estende lungo il mare e sulle prime pendici del Monte Epomeo. Il nome Lacco secondo la maggior parte degli studiosi deriva dal greco lakkos che significa pietra. Si compone di diverse localit
à: Fango, Mezzavia, Ortola e la zona alta del paese chiamata "Zona 167". Il simbolo principale è il "Fungo di Lacco Ameno" situato in mezzo al mare ai margini di una scogliera, uno scoglio di tufo eruttato dalla bocca del Monte Epomeo e che con il tempo si è raffreddato e ha assunto la forma di un fungo. Lacco Ameno, un anfiteatro naturale che si apre sul mare, presenta le acque termali con il più alto coefficiente di radioattività nelle fonti cosiddette di Santa Restituta, patrona della cittadina e dell’intera Isola. Secondo la tradizione , nel 304, la salma della vergine Restituta di Cartagine, giunse miracolosamente dalla lontana Africa approdando su una fragile barchetta nella baia di San Montano, condannata per la fede cristiana ad essere arsa viva su una barca sospinta in mare. Santa Restituta è la patrona del comune e il santuario a lei dedicato, il 16, 17 e 18 maggio di ogni anno è sede, a ricordo di tale miracoloso evento, di solenni festeggiamenti. Lacco Ameno, consta di due chiese: una del 1886, l'altra sorta nel sec.XI sopra una basilica paleocristiana. Al Santuario si trova un piccolo museo (Museo e Scavi di Santa Restituta), con reperti preistorici e resti dei prodotti dei ceramisti greci dei sec.VIII-II a.C.
Panza (talvolta, anche Panza d'Ischia) è una frazione di circa 7.000 abitanti nel comune di Forio.Panza si trova all'interno del territorio del comune di Forio, sull'isola d'Ischia in provincia di Napoli.Comprende la contrada Cuotto ed altri nucl
ei abitativi. I suoi confini furono definiti con censimento comunale nel 1871 e con un secondo del 1881 dal quale risulta:
che la frazione Panza è limitata a levante dai confini di Serrara Fontana, a mezzogiorno ed a ponente dal mare ed a settentrione dalle vie: Carano, Chiena, Piellero e del Corbaro.
che la frazione è divisa in due sezioni: la prima detta san Leonardo, comprende la piazza, località san Gennaro, Casa Polito, Casa Caruso, Casa Mattera, Casa Battaglia, Casa Fiorentino; la seconda le case sparse in via: Campestre, Bocca, Citara, Montecorvo, Costa, Telegrafo, Campotese.
La frazione si estende all'interno del territorio di Forio per circa 6 km², occupando quindi circa la metà dell'intero territorio comunale di circa 13 km². Il centro abitativo del paese dista da Forio circa 5 km. Percorrendo la vecchia mulattiera il confine col capoluogo, in via Chiena, è segnato da un'edicola votiva dedicata al santo protettore di Forio, mentre percorrendo la moderna strada carrabile, il confine può esser collocato a circa 2 km dal Becco d'Aquila, un grande masso tufaceo verde, che ricorda il mitico uccello. Ad est invece Panza confina con il nucleo abitativo di Succhivo, posto oggi nel comune di Serrara Fontana.
Nel 1946 arriva a Ischia il duca Luigi Silvestro Camerini: umanista e grande viaggiatore è alla ricerca di un luogo dove fondare un parco in cui esprimere la grande passione per la botanica. Aveva già soggiornato lungamente a Capri e poi a Ponza, confin
ato per motivi politici. L'incanto del posto e la somiglianza con la baia di Negombo, da lui ammirata a Ceylon, fanno cadere la scelta sulla baia di San Montano. Dopo aver accorpato in un’unica proprietà tutta la baia (furono necessari più di cinquanta contratti di compravendita) iniziò la sua trasformazione da palude a parco lussureggiante.Il Negombo è stato concepito per combinare piacevolmente le straordinarie proprietà terapeutiche delle acque termali con un soggiorno divertente e salutare.
Così definita dalle famiglie cui apparteneva prima dell'esproprio pubblico, è in realtà un vero e proprio giardino ben curato, dove sono state inserite con sapienza ed armonia specie vegetali di varia provenienza. Lo strato arboreo è abbastanza ricco Pi
ni e Lecci, con alcuni esempi molto belli di Alianto e Frassino. Lungo il sentiero si alternano Margherite, Ginestre, Mirti, Euforbie, Garofani e Geranei a formare uno splendido caleidoscopio. Sono presenti, inoltre, l'Alloro, la Valeriana, il Pungitopo, le Edere ed ancora gli Ulivi ed un maestoso Carrubo. Giungendo poi nell'area centrale della Pineta incontrerete uno spettacolo esotico: due roccaglie con piante "grasse" (Agavi, Aloe, Echinocactus, Eceverie, Fichi d'India tra le altre) che presentano fioriture smaglianti. Spesso, in tutte le stagioni dell'anno, la Pineta si trasforma in un apprezzato auditorium, sede di concerti, conferenze, teatro, mentre il pomeriggio delle domeniche estive è riservato alla celebrazione dellla messa.
Torre di Guevara o di MichelangeloSimbolo di Ischia, insieme al Castello, è la Torre di Michelangelo che si erge, maestosa, di fronte allo stesso Castello, immersa in un immenso prato verde, a pochi metri dai famosissimi "Scogli di S.Anna".La tor
re di Guevara, comunemente detta di Michelangelo o di S. Anna, e' una casa turrita edificata su quel tratto della costa orientale dell'isola che prospetta sul Castello d'Ischia, esito naturale di sommovimenti tellurici risalenti al II secolo d.C., interamente fortificato da Alfonso d'Aragona a partire dal 1433 quando, con un provvedimento organico, il sovrano predispose e sollecitò, a maggior difesa dell'isolotto, anche l'edificazione di torri lungo i tratti di costa adiacenti.In questo contesto di prospettive difensive si colloca certamente la scelta di una casa-fortezza, di cui sono stati proprietari, fino agli inizi dell'800, i Guevara, duchi di Bovino, da cui il nome. Ma la presenza di Vittoria Colonna sul Castello d'Ischia e l'amicizia di Michelangelo per la nobile castellana hanno sostanziato, in tempi più recenti, insieme all'infondato convincimento di un soggiorno del grande artista nella torre Guevara, postazione ideale per una "corrispondenza amorosa" con l'amata, anche una nuova denominazione della fabbrica, spesso impropriamente detta "torre di Michelangelo". Anzi, il proposito di avvalorare la presenza del grande artista in Ischia ha sortito l'effetto di offuscare una toponomastica già accreditata, quella di "Torre di S. Anna", dovuta alla presenza nel sito di una chiesetta ad essa dedicata, entrata nell'uso dal tempo in cui i Guevara avevano abbandonato il possedimento, e recepita dalla stessa cartografia ottocentesca.Attribuita da Gina Algranati a Guevara, venuto dalla Spagna al seguito di Alfonso I d'Aragona che nel 1454 lo nominò "cavaliere del re", la fabbrica della torre potrebbe anche darsi alla fine del XV secolo, quando un altro membro della stessa famiglia, don Francesco de Guevara "non potendo più servire in campo militare" fu fatto da Carlo V governatore a vita dell'isola d'Ischia. Ma, è sopratutto in rapporto alla cultura manieristica, di cui pure la torre offre testimonianza non solo attraverso i suoi affreschi, ma anche attraverso la sua concezione di casa-giardino, inteso come contesto di immagini mitiche e luogo privilegiato di metafore culturali, che si può posticipare la datazione.Difatti la torre era immersa in origine in un giardino di delizie che, lambendo a valle la acque di Cartaromana e quelle di una sorgente dismessa celebrata dal Boccaccio, si chiudeva su due lati con altre mura in pietra vulcanica, di cui sussistono ancora dei tratti, per ascendere poi a mezza costa con colture diversificate concluse da un boschetto a fitta vegetazione arborea. L'immagine dotta della organizzazione compositiva dello spazio torre-giardino, che mirava a realizzare una grande metafora naturalistica contrapposta al Castello (il costruito), completamente compromessa, prima, dalla destinazione d'uso agricolo del complesso, poi, dagli sviluppi edilizi e da uno cattivo intervento di "restauro", è oggi avvalorata dalla rappresentazione di uno dei pannelli del grande affresco che ricopre la volta a padiglione della sala sud- ovest del piano nobile della torre. Qui, nell'ambito di una figurazione araldico-cavalleresca si sviluppa uno spaccato prezioso della situazione originaria dei luoghi e delle internazionalità progettuali.Articolata su tre livelli fuori terra, di cui il primo a scarpa concluso con un toro in pietra viva, la torre presenta nel suo impianto quadrato e nella geometria delle aperture incorniciate da tessiture di pietra vulcanica a spessore un accento di marcata ed intenzionale sobrietà che si traduce in una immagine di sottile, sofisticata eleganza. Pertanto essa si impone all'attenzione quale opera significativa del rinascimento napoletano.
Villa Arbusto, così detta dal toponimo della località documentato fin dal '600, è situata in incantevole posizione panoramica sull'altura prospiciente la piazza S. Restituta, di fronte al promontorio di Monte di Vico, il sito dell'acropoli di Pithecusae,
mentre a pochi passi a ridosso del parco si trova il quartiere metallurgico dell'VIII sec. a.C. in località Mazzola. La masseria dell'Arbusto fu acquistata nel 1785 da Don Carlo Aquaviva, Duca di Atri, di antica famiglia nobile abruzzese, che vi costruì un Casino di campagna, l'attuale villa con un grande giardino retrostante in cui erano situati, e sono tuttora esistenti, un fabbricato minore per gli ospiti, una cappella, una "stufa" per l'uso terapeutico delle fumarole calde che vi sorgono, una grande cisterna per la raccolta dell'acqua piovana, il "piscinale" che, oltre a provvedere al rifornimento idrico del complesso, alimenta la vasca di una graziosa fontana. La villa è raffigurata in una acquaforte colorata disegnata dal Rev. Cooper Willyams, cappellano di una nave della flotta di Orazio Nelson, e contenuta nel suo volume "A voyage up the Mediterranean", pubblicato a Londra nel 1802. Spentasi nel 1805 la linea maschile degli Aquaviva, la villa passò in altre mani e per buona parte del secolo scorso era in possesso della famiglia Biondi, di origine napoletana trasferitasi a Forio d'Ischia, che spesso vi albergava ospiti di rango. Cambiarono in seguito diversi altri proprietari, finché nel 1952 fu acquistata dal noto editore e produttore cinematografico Angelo Rizzoli sen. che, invaghitosi di Lacco Ameno, con la ricostruzione delle famose Terme, la costruzione degli alberghi Regina Isabella, Sporting e Reginella e la sistemazione della piazza S. Restituta, trasformò radicalmente la fisionomia del paese. Per la sua nuova destinazione l'aspetto della villa settecentesca è rimasto inalterato, mentre nell'interno, con la demolizione delle sovrastrutture apportate dal Rizzoli per farne una lussuosa abitazione privata, è stata ripristinata l'originaria disposizione degli ambienti.